Tra Roma e Parigi esiste un dialogo storico, formalizzato nel 1956 con il primo gemellaggio tra due capitali europee, che riconosce nella cultura uno spazio privilegiato di confronto e cooperazione. Il motto «Solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi», l’unicità di due metropoli che pur profondamente diverse, condividono una lunga storia di relazioni che ha contribuito a delineare l’orizzonte culturale europeo. In occasione dei settant’anni del gemellaggio, il Teatro della Cometa presenta un articolato programma che intreccia teatro, musica e arti visive, riaffermando lo spazio scenico come luogo di incontro tra linguaggi, sperimentazioni, confronto e condivisione culturale. La programmazione musicale e teatrale coinvolge artisti provenienti dal contesto francese e propone opere di autori francesi affidate a registi italiani, promuovendo un dialogo nel segno di Mimì Pecci Blunt , personalità di rilievo della vita culturale europea del Novecento. Una mostra d’archivio, a cura di Maria Alicata, è dedicata al legame tra Roma e Parigi attraverso la figura di Mimì Pecci Blunt, fondatrice del Teatro della Cometa. Attiva tra le due città fin dagli anni Venti, Mimì avvia proprio nella capitale francese il suo percorso e un’intensa attività di promotrice culturale, mantenendo nel tempo un dialogo costante con l’ambiente romano attraverso una rete internazionale di artisti, scrittori e intellettuali. In questo orizzonte si inserisce l’installazione site-specific The Theatre of the Commons di Marinella Senatore, a cura di Paola Ugolini, ideata per il foyer del Teatro della Cometa. L’artista ha lavorato sull’archivio storico del teatro, estrapolando immagini di paesaggi, scenografie e materiali documentali che diventano la base di uno storytelling visivo ispirato agli scrittori e agli intellettuali con cui Mimì Pecci Blunt intratteneva un dialogo costante. Il paesaggio assume qui un ruolo centrale, come elemento fondante delle comunità umane e come spazio simbolico in cui si intrecciano memoria, immaginazione e appartenenza. Il termine Commons richiama esplicitamente il concetto di bene comune, di condivisione delle pratiche e dei saperi collettivi, temi che attraversano l’intera ricerca di Senatore, artista multimediale e attivista che dal 2006 sviluppa progetti partecipativi coinvolgendo intere comunità nella realizzazione di opere corali. L’installazione si compone di in una serie di banner ricamati a mano, realizzati in collaborazione con la Chanakya School of Craft di Mumbai e con la sua fondatrice Karishma Swali. Questi stendardi, che sostituiscono i tendaggi preesistenti, decorano le pareti del foyer ribaltando la percezione dello spazio: il teatro perde la funzione di contenitore neutrale per trasformarsi in una piazza vitale, un luogo di attraversamento simbolico e un motore mentale. Il ricamo, con la sua forte risonanza storica, politica e visiva, diventa strumento di narrazione e di resistenza, capace di tenere insieme lavoro manuale, memoria collettiva ed empowerment femminile. I banner evocano le tradizioni delle cerimonie popolari e dei gonfaloni processionali, rielaborate da Senatore come micro-scenografie contemporanee che conferiscono a questi oggetti un nuovo statuto artistico e intellettuale. La dimensione nomadica della sua pratica si innesta così naturalmente in un progetto culturale che unisce idealmente Roma, Ville éternelle, e Parigi, Ville Lumière, richiamando la traiettoria biografica e intellettuale di Mimì Pecci Blunt, vissuta tra queste due capitali e capace di alimentare un dialogo serrato tra teatro, musica, letteratura e arti visive.
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Tra Roma e Parigi esiste un dialogo storico, formalizzato nel 1956 con il primo gemellaggio tra due capitali europee, che riconosce nella cultura uno spazio privilegiato di confronto e cooperazione. Il motto «Solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi», l’unicità di due metropoli che pur profondamente diverse, condividono una lunga storia di relazioni che ha contribuito a delineare l’orizzonte culturale europeo. In occasione dei settant’anni del gemellaggio, il Teatro della Cometa presenta un articolato programma che intreccia teatro, musica e arti visive, riaffermando lo spazio scenico come luogo di incontro tra linguaggi, sperimentazioni, confronto e condivisione culturale. La programmazione musicale e teatrale coinvolge artisti provenienti dal contesto francese e propone opere di autori francesi affidate a registi italiani, promuovendo un dialogo nel segno di Mimì Pecci Blunt , personalità di rilievo della vita culturale europea del Novecento. Una mostra d’archivio, a cura di Maria Alicata, è dedicata al legame tra Roma e Parigi attraverso la figura di Mimì Pecci Blunt, fondatrice del Teatro della Cometa. Attiva tra le due città fin dagli anni Venti, Mimì avvia proprio nella capitale francese il suo percorso e un’intensa attività di promotrice culturale, mantenendo nel tempo un dialogo costante con l’ambiente romano attraverso una rete internazionale di artisti, scrittori e intellettuali. In questo orizzonte si inserisce l’installazione site-specific The Theatre of the Commons di Marinella Senatore, a cura di Paola Ugolini, ideata per il foyer del Teatro della Cometa. L’artista ha lavorato sull’archivio storico del teatro, estrapolando immagini di paesaggi, scenografie e materiali documentali che diventano la base di uno storytelling visivo ispirato agli scrittori e agli intellettuali con cui Mimì Pecci Blunt intratteneva un dialogo costante. Il paesaggio assume qui un ruolo centrale, come elemento fondante delle comunità umane e come spazio simbolico in cui si intrecciano memoria, immaginazione e appartenenza. Il termine Commons richiama esplicitamente il concetto di bene comune, di condivisione delle pratiche e dei saperi collettivi, temi che attraversano l’intera ricerca di Senatore, artista multimediale e attivista che dal 2006 sviluppa progetti partecipativi coinvolgendo intere comunità nella realizzazione di opere corali. L’installazione si compone di in una serie di banner ricamati a mano, realizzati in collaborazione con la Chanakya School of Craft di Mumbai e con la sua fondatrice Karishma Swali. Questi stendardi, che sostituiscono i tendaggi preesistenti, decorano le pareti del foyer ribaltando la percezione dello spazio: il teatro perde la funzione di contenitore neutrale per trasformarsi in una piazza vitale, un luogo di attraversamento simbolico e un motore mentale. Il ricamo, con la sua forte risonanza storica, politica e visiva, diventa strumento di narrazione e di resistenza, capace di tenere insieme lavoro manuale, memoria collettiva ed empowerment femminile. I banner evocano le tradizioni delle cerimonie popolari e dei gonfaloni processionali, rielaborate da Senatore come micro-scenografie contemporanee che conferiscono a questi oggetti un nuovo statuto artistico e intellettuale. La dimensione nomadica della sua pratica si innesta così naturalmente in un progetto culturale che unisce idealmente Roma, Ville éternelle, e Parigi, Ville Lumière, richiamando la traiettoria biografica e intellettuale di Mimì Pecci Blunt, vissuta tra queste due capitali e capace di alimentare un dialogo serrato tra teatro, musica, letteratura e arti visive.