Il 13 dicembre il Teatro della Cometa accoglie Boris Petrushansky, una delle figure più autorevoli della scuola pianistica russa e interprete che ha dedicato una parte fondamentale del proprio percorso al grande repertorio russo. Il programma mette a confronto due modi differenti di trasformare l’immagine in musica. Nelle Stagioni di Čajkovskij, dodici miniature seguono il trascorrere dell’anno attraverso scene, atmosfere e ricordi, componendo un diario musicale di sorprendente intimità. Nei Quadri di un’esposizione di Musorgskij, l’esperienza visiva diventa invece un grande itinerario sonoro, nel quale il pianoforte evoca figure, spazi e movimenti con una forza quasi teatrale. Due universi diversi, accomunati dalla capacità di raccontare attraverso il suono, affidati a un interprete che ricerca nella partitura non soltanto la forma, ma il nucleo espressivo più profondo della musica.
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Il 13 dicembre il Teatro della Cometa accoglie Boris Petrushansky, una delle figure più autorevoli della scuola pianistica russa e interprete che ha dedicato una parte fondamentale del proprio percorso al grande repertorio russo. Il programma mette a confronto due modi differenti di trasformare l’immagine in musica. Nelle Stagioni di Čajkovskij, dodici miniature seguono il trascorrere dell’anno attraverso scene, atmosfere e ricordi, componendo un diario musicale di sorprendente intimità. Nei Quadri di un’esposizione di Musorgskij, l’esperienza visiva diventa invece un grande itinerario sonoro, nel quale il pianoforte evoca figure, spazi e movimenti con una forza quasi teatrale. Due universi diversi, accomunati dalla capacità di raccontare attraverso il suono, affidati a un interprete che ricerca nella partitura non soltanto la forma, ma il nucleo espressivo più profondo della musica.
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Le stagioni, op. 37a
Modest Petrovič Musorgskij
Quadri di un’esposizione